Venerdì 20 luglio, alle 19.30, La Notte delle Stelle all'Anfiteatro Campano con l''osservazione degli astri e il nuovo libro di Massimo Capaccioli


La Notte delle Stelle

In occasione della presentazione in anteprima nazionale del volume di Massimo Capaccioli "Mille1Notte. Storie dell'altro mondo"


Terza Edizione del Festival della Letteratura nel segno del mito all'Anfiteatro Campano


Venerdì 20 Luglio ore 19.30

Arena Spartacus - Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere


Venerdì 20 Luglio alle 19.30 "La notte delle stelle" all'Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere sarà l'evento finale della terza edizione del Festival della Letteratura nel segno del Mito ideato e promosso da "Amico Bio Arena Spartacus", il primo ristorante al mondo in un sito archeologico che dal 2013 lavora anche all'animazione culturale dell'Anfiteatro sammaritano.

Il 'piatto forte" della serata sarà la presentazione in anteprima nazionale del volume dell'astronomo Massimo Capaccioli, professore emerito di Astrofisica all'Università Federico II di Napoli: "Mille1Notte. Storie dell'altro mondo" (Mediterrano Editore).

Con l'autore si confronteranno il filosofo Gennaro Carillo, il giornalista Roberto Conte, project manager del Festival della Letteratura nel segno del mito, il direttore dell'Osservatorio Astronomico di Capodimonte Marcella Marcon e il sindaco di Santa Maria Capua Vetere, Antonio Mirra. A seguire la cena astronomica all'Arena Spartacus e l'osservazione degli astri a cura di Massimo Dall'Ora, ricercatore dell'Istituto Nazionale di Astrofisica.


Mille1notte - Storie dell'altro mondo: una raccolta di racconti sui segreti e sui grandi interrogativi del cosmo

"Catturare l'attenzione dei lettori sulle molteplici facce della più antica e insieme la più attuale delle scienze fondamentali, con l'ambizione di suscitare in loro quella medesima curiosità che ha motivato, nei secoli, la collezione di novelle raccontate dalla bella Sherazad al re persiano Shahriyār". Così Massimo Capaccioli nella prefazione svela l'obiettivo di un libro in cui le divagazioni sul cielo, sui suoi fenomeni, e sui personaggi o le macchine che ne hanno violato i segreti vogliono informare un pubblico generico tramite pillole di conoscenza rivestirete con lo zucchero della divulgazione, senza tecnicismi ma nel contempo senza tradire il rigore scientifico. Il formato dei racconti è quello adatto a una lettura nei frammenti di tempo libero che ci permette di avere la frenetica vita di oggi, squassata da mille stimoli e distrazioni: l'arco di un breve viaggio, una pausa postprandiale prima di immergersi nuovamente nel lavoro, oppure a letto, prima di addormentarsi.

Storie di Astronomia perché da sempre l'uomo guarda al cielo come riferimento per quell'eternità cui ambisce, perché come spiega Capaccioli

è tra le stelle che si può forse cercare una risposta a molte ataviche domanda umane: da dove veniamo, dove andiamo e che diavolo ci facciamo qui e ora? Il progresso, come evidenzia Capaccioli, "non ha spezzato quell'atavico cordone ombelicale che ci lega all'ordine cosmico". Certo, le luci della civiltà hanno spento quelle del cielo notturno, ma i media ci hanno di converso regalato immagini clamorose di pianeti, astri infuocati, galassie che fuggono e ammassi di misteriosa materia oscura, che hanno moltiplicato la necessità di conoscere, per capire e gioire dei trionfi dell'uomo e al medesimo tempo non essere schiacciati dalle opinioni di quelli che sanno.

Massimo Capaccioli: tre lauree honoris causa per l'uomo delle stelle

Massimo Capaccioli è attualmente professore emerito di Astrofisica all'Università degli Studi di Napoli Federico II e professore onorario di Astrofisica all'Università di Mosca. Maremmano di Castel del Piano (Grosseto), classe 1944, Massimo Capaccioli, è stato per anni il faro accademico degli studi di astronomia all'Università di Padova, fino agli inizi degli anni '90, quando ha eletto la Campania a sua dimora adottiva guidando per tredici anni l'Osservatorio Astronomico di Capodimonte e trasferendo il suo insegnamento di professore ordinario di astronomia all'Università degli Studi di Napoli Federico II, dove oggi è professore emerito.

Già artefice, tra le sue tante imprese scientifiche, della realizzazione del più potente telescopio del mondo all'interno dell'Osservatorio astronomico cileno del Paranal, in seno all'Unione Astronomica Internazionale, all'Agenzia Spaziale Europea, al Centro italiano di Ricerche Aerospaziali e alla Società Astronomica Italiana, che ha presieduto per oltre un decennio, i suoi studi sono divenuti celebri in tutto il mondo fino al tributo speciale ricevuto in Russia. Prima, nel 2010, con la laurea honoris causa in Astrofisica nella prestigiosa "Lomonosov Moscow State University" e poi con il "bis" concessogli nel 2016 dall'Università di Dubna, la città della fisica, celebre in tutti il mondo per gli studi sull'atomica ed in particolare in Italia per l'adozione del fisico Bruno Pontecorvo, allievo di Enrico Fermi, Premio Stalin nel 1953 per lo studio sui neutrini e membro della prestigiosa Accademia delle Scienze dell'URSS. Pochi mesi fa la terza laurea honoris causa che è arrivata in Ucraina dall'Università Statale Karazion di Kharkiv, molto nota a livello internazionale per aver avuto nel suo corpo docenti ben tre premi Nobel: Élie Metchnikoff per la medicina nel 1908, Simon Kuznets per l'economia nel1971, ma soprattutto Lev Landau (nel 1962 per la Fisica), uno dei più grandi fisici del '900.


Massimo Capaccioli e il legame speciale con la Campania

Dopo la direzione dell'Osservatorio Astronomico di Capodimonte, che è stata anche la sua casa per oltre dieci anni ricchi di animazione scientifica e culturale della città, Massimo Capaccioli ha scelto negli ultimi anni come sua dimora quella che lui ricorda essere la "città di Spartaco e di Annibale", Santa Maria Capua Vetere, dove vive a due passi dall'Anfiteatro Campano, impegnato spesso prima persona in numerose attività di valorizzazione di uno dei siti archeologici più belli del mondo.

 

 

Info e programma: www.iamspartacus.it