Distrutto dal selfie di due fidanzati di Salerno il volto realizzato con i Lego del grande Totò

 

DISTRUTTO IL QUADRO IN LEGO DEL GRANDE TOTÒ DA DUE FIDANZATI DI SALERNO

OLTRE 20.000 INGRESSI FINORA ALLA MOSTRA DI MATTONCINI  LEGO BRIKMANIA ALLESTITA 

A PALAZZO FONDI ANCORA PER POCHI GIORNI

 

La Città di Napoli rischia di non ricevere in dono per le festività di Natale il volto realizzato con oltre 2300 mattoncini di Lego ritraendo il profilo del grande Totò dal valore di 9.000 euro.

È infatti andata distrutta l'icona della mostra Brikmania, www.brikmania.it, aperta a palazzo Fondi per tutte le festività che restituiva agli occhi dei visitatori tutta l'inconfondibile simpatia del celebre mattatore, al secolo Antonio De Curtis.

Purtroppo l'opera d'arte assemblata con i mattoncini, unica al mondo e promessa dagli organizzatori dell'evento espositivo al capoluogo campano, martedì mattina  è precipitata a terra per l'urto accidentalmente provocato da una coppia di visitatori di Salerno mentre si faceva un selfie con lo sfondo del celebre volto di Totò. I due si erano appena messi in posa quando si sono sbilanciati indietro per trovare la migliore angolazione fotografica, urtando l'opera che si trovava alle loro spalle.

"I due fidanzati di Salerno erano giunti in visita a Brikmania" confermano gli organizzatori della mostra che espone varie scene e istallazioni di Lego realizzate con oltre 2 milioni di mattoncini, oltre ad ospitare due sale ludiche per bambini, "dopo essersi goduti ogni realizzazione dell'allestimento e aver apprezzato il percorso espositivo per quasi un'ora desideravano fare una foto caratteristica da portare a casa come ricordo: un selfie che li ritraesse con alle spalle la celebre effige di Totò".

Per questo motivo educatamente i giovani avevano chiesto il permesso al personale di reception di farsi il selfie. Richiesta che gli era stata accordata.

"Abbiamo appena fatto a tempo a perderli di vista" raccontano gli stewart di sala "nel percorso della mostra, che abbiamo udito un forte rumore provenire dall'area dove l'opera era esposta". Raggiunta infatti la sala con l'effige di Totò il personale ha potuto solamente constatare che il quadro si trovava a terra  distrutto per buona parte.

I fidanzati, molto dispiaciuti per aver provocato il danno, nell'immediato quasi non trovavano le parole per scusarsi alla vista del quadro che aveva richiesto così tanto impegno nel realizzarlo, rovinosamente sparpagliato in centinaia di mattoncini sul pavimento.

Tanto che entrambi erano molto imbarazzati ed oggettivamente non sapevano come avrebbero potuto rimediare al danno.

La ragazza di 25 anni sul momento pallida ha avuto un mancamento prima scoppiare in lacrime perché al di là del danno, era molto dispiaciuta per aver oltraggiato con quel selfie maldestro l'effige raffigurante un personaggio storico di grande livello, simbolo indiscusso della città di Napoli.

"Non ci porterà bene" aveva infatti riconosciuto la giovane in lacrime "l'aver sfregiato un dono così caratteristico per la città".

Una disperazione, quella della ragazza, che non si era placata neppure quando entrambi avevano deciso di rendersi disponibili a pagare il restauro dell'opera, chiedendo mille volte scusa al personale di sala.

"Abbiamo da subito incaricato il collezionista veneto, che ha realizzato l'opera, di poterla riparare in tempi brevi - aggiungono gli organizzatori di Brikmania - per mantenere entro il termine delle festività di Natale la promessa di regalare il quadro che  rappresenta l'emblema della mostra, che ha attratto finora un totale di 20.000 visitatori.

Attendevamo di chiudere l'esposizione tra poche settimane per regalarlo alla città, perché venisse conservato e possibilmente esposto al pubblico all'interno degli spazi del Municipio. Il nostro intento era infatti che quest'opera d'arte continuasse a venire ammirata dal pubblico, rimanendo visibile in un luogo aperto dove tutti potessero vederla".

Il quadro, realizzato assemblando circa 2300 mattoncini Lego, misura 1,40 mt. di larghezza per 1,80 mt. Ha richiesto per la sua realizzazione ben 6 mesi di lavoro. "Alla luce della quasi totale distruzione di quest'opera d'arte" hanno evidenziato gli organizzatori "indubbiamente la più ammirata della mostra, sarà ora necessario un attento restauro che si è già preso in carico il noto collezionista veneto. Sperando di riconsegnarla alla sede espositiva in tempo per la chiusura della mostra, in modo da donare l'opera alla città come promesso".


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