Sabato 16 marzo, alle 9.30, in programma il dibattito "I beni culturali per la rinascita delle nostre comunità" nell'ercolanense Villa Campolieto

l Rotary ha promosso ad Ercolano un incontro con numerose personalità
I beni culturali per la rinascita delle nostre comunità
Incontro culturale di particolare importanza in programma dopodomani, sabato 16 marzo, alle ore 9,30, nella Villa Campolieto di Ercolano. Al centro del dibattito i beni culturali. L'iniziativa è del governatore Rotary del Distretto 2100 -che comprende i Club della Campania, Calabria e il territorio di Lauria- Salvatore Iovieno.
Dopo la relazione di Iovieno, affronteranno specifiche tematiche legate ai beni culturali regionali e nazionali, il Presidente Rotary di Ercolano Centenario, Giuseppe Tucci, il Presidente Rotary di Castellammare di Stabia, Francesco Di Somma, il Presidente Commissione Distrettuale Progetto Beni Culturali e Direttore Generale Fondazione Ente Ville Vesuviane, Paolo Lorenzo Romanello, la Cavaliere del Lavoro, Presidente Commissione Distrettuale Beni Culturali del Rotary e Componente Gruppo Tecnico Cultura Confindustria Nazionale, Pina Amarelli, il Docente di Beni Culturali all'Università Federico II di Napoli, Erik Furno, il Presidente Commissione Distrettuale Piano Strategico del Rotary e Direttore del Dipartimento Economia e Commercio dell'Università Federico II Napoli, Roberto Vona, la Dirigente Scolastica del Liceo Artistico Statale "A.Galizia", Maria Josè Vigorito, il componente della Commissione Distrettuale dei Beni Culturali del Rotary, Enrico Di Caprio, il Presidente di Confindustria della Regione Campania, Vito Grassi.
Da sempre diciamo che l'Italia è un immenso museo all'aperto. Possiede, infatti, il più ampio patrimonio culturale a livello mondiale con oltre 3.400 musei, duemila aree e parchi archeologici e 43 siti Unesco.
Una cosa è certa ha sottolineato il governatore del Distretto Rotary, Salvatore Iovieno: nel nostro Paese occorre sviluppare un rapporto più stretto fra industria turistica e patrimonio artistico e culturale. E' necessario investire sui settori primari per avviare processi virtuosi che coinvolgono, con ricadute positive, anche settori sinergici quali infrastrutture, artigianato, industria ed altri servizi. Per gli analisti economici il settore culturale e creativo in Italia raggiunge solo il 2,6 per cento del Pil nazionale (pari a circa 40 miliardi di euro), rispetto al 3,8 per cento di Uk (circa 73 miliardi di euro) e 3,4 per cento della Francia (circa 64 miliardi di euro). Occorre operare con più determinazione per aprire nuove occasioni di crescita civile e sociale nella nostra Campania e in tutte le comunità regionali italiane.




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