Oggi, venerdì 10 maggio, alle 15, alla Pontificia Facoltà teologica partenopea, dibattito sui futuri sviluppi umani ed il ruolo della teologia

Alla Sezione San Luigi della Pontificia Facoltà teologica dell'Italia meridionale di Napoli

 

In cammino verso la visita del Papa una tavola rotonda per l'introduzione alla Costituzione Veritatis gaudium

Gli studiosi dell'Ateneo napoletano preparano la visita del Santo Padre riflettendo sul ruolo della teologia dinanzi ai grandi mutamenti dell'umanità.

Venerdì 10 maggio, Yair Zakovitch, esperto mondiale della Bibbia ebraica e Annalisa Guida docente presso la PFTIM sez. San Luigi, apriranno il dibattito dal titolo "The Good News in the Bible and it's Dialogic Features".

 

La Sezione San Luigi della Pontificia Facoltà teologica dell'Italia meridionale di Napoli prosegue il suo cammino verso il Convegno del 20 e 21 giugno 2019 sul tema "La teologia dopo Veritatis Gaudium nel contesto del Mediterraneo", che vedrà la partecipazione e l'intervento di Papa Francesco nel secondo giorno di lavori. Alle 15 di domani, venerdì 10 maggio, nella sede di via Petrarca, si terrà un incontro sul tema "The Good News in the Bible and it's Dialogic Features".


Ad approfondire il tema, che trae spunto dall'introduzione alla Costituzione Apostolica "Veritatis Gaudium" di Papa Francesco indirizzata alle Università e facoltà ecclesiastiche saranno Yair Zakovitch, esperto di fama mondiale della Bibbia ebraica, che fra le varie prestigiose istituzioni nelle quali ha insegnato annovera anche Harvard e Annalisa Guida, docente di Nuovo Testamento presso la Sezione San Luigi della PFTIM.


La professoressa è nota nel panorama teologico nazionale per l'impegno e l'elaborazione di una teologia "al femminile" ed ha pubblicato di recente, insieme ad altre teologhe (R. Manes, R. Virgili e M. Nicolaci), il testo "I Vangeli – Tradotti e commentati da quattro bibliste", edito da Àncora.


Il dialogo - moderato da Carlo Manunza, gesuita e docente di Nuovo Testamento presso la Sezione San Luigi della PFTIM - diventa simbolo di incontro tra culture diverse e di integrazione, in una città che non solo apre le porte, ma che dà all'accoglienza la sostanza del supporto culturale.


La teologia deve accompagnare e sostenere la pastorale. È questa la chiave di lettura della Costituzione apostolica "Veritatis Gaudium" (firmata il 27 dicembre 2017), su cui interverrà, il 21 giugno, Papa Francesco, che ha scelto la Capitale del Sud per rendere un omaggio straordinario alla sua storia e alla sua ecclesialità.


La "Chiesa in uscita", centrale nel suo magistero, ha senso se riesce a trovare forza nei luoghi dove la ragione si dilata fino a trovare le radici stesse della verità.


Alla Pontificia Facoltà teologica dell'Italia meridionale di Napoli riconosce, con la sua presenza, il ruolo di guidare una coraggiosa rivoluzione culturale alla luce del Vangelo.


La "Veritatis gaudium" ha segnato una svolta importante nella vita di tutti gli istituti e delle Facoltà ecclesiastiche.


Sono diventate disciplina di studio e di analisi le grandi sfide di un mondo in continua trasformazione, segnato dai fenomeni della globalizzazione e delle grandi migrazioni di popoli interi. E sono i proprio gli studiosi ad aver cominciato a parlare di "teologia dell'accoglienza".


Nella prospettiva di dare una lettura teologica all'incontro tra culture, soprattutto nell'area del Mediterraneo, la Facoltà sta curando una collana di volumi sul tema in collaborazione con la casa editrice "Il Pozzo di Giacobbe". Il nome della raccolta, "Sponde", è di forte impatto e rende subito il senso dei contenuti proposti.


Alla considerazione del Mediterraneo come mare di morte, respingimenti, annegamenti e porti chiusi si oppone l'immagine di un Mediterraneo come mare di opportunità e nuovi approdi.


Si tratta di libri che abbattono la rigidità dei confini e delle frontiere, strumenti di pace e di dialogo. «Solo partendo da qui – ha scritto il cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, parlando della collana – si può iniziare a costruire realmente la pace nel mondo e il Mediterraneo può aspirare a diventare quella sorta di lago di Tiberiade auspicato da La Pira.


Un mare di Galilea più grande, capace di unire popoli e nazioni, e di abbattere qualsiasi barriera».

 

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